La Commissione europea ha imposto a Meta misure cautelari per ripristinare l’accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di intelligenza artificiale concorrenti, con effetto immediato e per tutta la durata dell’indagine antitrust in corso. È la seconda volta nella storia che la Commissione ricorre a questo strumento, dopo il precedente con Broadcom nel 2009.
La vicenda ha origine nell’ottobre 2025, quando Meta ha modificato la propria politica di accesso alle API di WhatsApp for Business, l’interfaccia attraverso cui le aziende collegano i propri sistemi alla piattaforma di messaggistica, vietando l’accesso agli assistenti AI di terze parti. Il risultato pratico era che su WhatsApp poteva operare soltanto Meta AI, l’assistente sviluppato dalla stessa azienda.
A marzo 2026, dopo l’apertura dell’indagine da parte della Commissione, Meta ha formalmente riammesso i concorrenti, ma introducendo un canone d’accesso che, secondo i funzionari europei, equivale nella pratica al divieto precedente. La Commissione ha concluso che, prima facie, si tratta di un rifiuto di accesso a un’infrastruttura sviluppata per essere aperta a terzi e che lo era effettivamente fino al 15 ottobre 2025.
Il caso riguarda un settore considerato strategico per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Europa. Con oltre due miliardi di utenti nel mondo, WhatsApp rappresenta un canale di distribuzione difficilmente replicabile per qualsiasi assistente AI che voglia raggiungere i consumatori europei.
La Commissione ha sottolineato che la condotta di Meta rischia di danneggiare la concorrenza in un momento particolarmente delicato, in cui operatori più piccoli e nuovi entranti possono ancora sfidare i grandi operatori consolidati. Precludere o rendere economicamente proibitivo l’accesso a WhatsApp in questa fase significa, secondo Bruxelles, alterare le condizioni di partenza in modo difficilmente reversibile.
La decisione
Con la decisione odierna, la Commissione ordina a Meta di ripristinare entro cinque giorni lavorativi le condizioni di accesso alle API di WhatsApp for Business vigenti prima del 15 ottobre 2025, vale a dire, accesso gratuito per tutti gli assistenti AI generici, e di mantenerle fino all’adozione di una decisione definitiva sul caso.
La base giuridica è l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, che vieta l’abuso di posizione dominante. La Commissione ha concluso che Meta detiene una posizione dominante nel mercato delle applicazioni di comunicazione per i consumatori nello Spazio economico europeo almeno dal gennaio 2023.
“Queste misure cautelari salvaguarderanno la concorrenza nel mercato in crescita degli assistenti AI, preservando un punto di accesso fondamentale per raggiungere i consumatori in Europa”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, aggiungendo che la decisione tutela anche la libertà di scelta dei cittadini europei sull’assistente AI da utilizzare con WhatsApp.
In caso di mancato rispetto, la Commissione può infliggere a Meta sanzioni fino al 10% del fatturato annuo globale, oltre a penali giornaliere fino al 5% del fatturato medio giornaliero.

